back
En / It

May Your Choices Reflect Your Hopes Not Your Fears

Dreams that become phrases, presented as evidence of empathic participation, hymns to change in the form of snapshots. Micol Sabbadini's Polaroids, shot in New York during the continuous civil protests between November 2016 and the beginning of 2017, are tangible signs of spontaneous collective movements of the kind that create social cohesion, the root of every community. Micol captures the positive energy of individual phrases, documents faces and then transfers slogans that defy banality to Polaroid. The plurality of voices and ideas is a testimony to civil activism. “I was struck by the joyful atmosphere, aimed only at renewal. A peaceful cohesion”, says the photographer. Observe and report, in other words. And, ça va sans dire, give a polyphony of meanings back to the viewer: indeed, the challenges of the present, as narrated by Micol's project, are different, while the momentum towards the demand for social renewal is the same. These slogans share with the language of 1968, for example, the same conceptual force and popular impact. A thought between the lines: fifty years later, the echo of the protests about civil rights is still alive, even if it continues to resonate below the surface. The use of Polaroids is therefore an ideal tool to suggest a temporal short circuit. "The images automatically appear vintage. But they talk about today... and it’s the message expressed that wants to dialogue with the new generations, less open to collective protest". An open invitation, therefore; a bridge connecting new answers to age-old, and therefore timeless questions. Carlo Ducci and Sofia Mattioli
Sogni che diventano frasi, ritratti come prove di empatica partecipazione, inni al cambiamento in forma di istantanee. Le Polaroid di Micol Sabbadini, scattate a New York durante le continue quanto civili proteste tra il novembre 2016 e l’inizio del 2017, sono i segni tangibili di movimenti collettivi spontanei, quelli che creano coesione sociale, radice di ogni comunità. Micol coglie l' energia (positiva) di singole frasi, documenta volti e trasferisce su Polaroid slogan destinati a resistere alla banalità. La pluralità di voci e di idee testimonia l'attivismo civile. “Mi ha colpito il clima gioioso, teso solo al rinnovamento. Una coesione pacifica"  racconta la fotografa. Osservare per documentare, dunque. E, ça va sans dire, restituire al pubblico una polifonia di significati: diverse, infatti, sono le sfide del presente raccontate dal progetto di Micol, medesimo è lo slancio, teso alla richiesta di un rinnovamento sociale. Del linguaggio del 1968, ad esempio, queste frasi (slogan), condividono forza concettuale ed efficacia divulgativa. Un pensiero tra le righe: a cinquant’anni di distanza, l’eco delle voci sui diritti civili è sempre vivo, seppure scorra ancora sottopelle. L'uso delle Polaroid è quindi strumento ideale per suggerire un cortocircuito temporale. ”Automaticamente le immagini appaiono vintage. Ma parlano di oggi... ed è il  messaggio espresso che vuol dialogare con le nuove generazioni, meno aduse alla protesta collettiva”. Un invito aperto dunque, un ponte per risposte nuove a quesiti antichi. E quindi senza tempo.  Carlo Ducci e Sofia Mattioli